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Industria dell'auto: dove sta il futuro?

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Car Industry: where is the future? - JATO Consult, world leader for research and consultancy bureau for carmakers, published the ranking of cars CO2 emissions. For the second year FIAT has confirmed as the most virtuous carmaker with an average of 133,7 grCO2/km emissions of the whole fleet sold in 2008

Roma - La JATO Consult, leader mondiale nella ricerca e organo consultivo per il mondo dell'auto, ha rilasciato la classifica delle emissioni di CO2 da auto: la Fiat si riconferma per il secondo anno come l'industria automobilistica con il valore medio di emissioni di CO2 più basso tra tutti gli autoveicoli venduti nel 2008, con 133.7 g/km.

Seguono  leggermente sopra la media Peugeot, Citroen, Renault e Toyota; mentre Ford, Opel/Vauxhall, Volkswagen e BMW non si discostano molto dalla media di emissioni europee (o addirittura la superano) ma non rientrano sicuramente nei parametri della legislazione europea che verranno applicati a partire dal 2012. Ultima in classifica la Mercedes con i suoi 185.0 g/km di emissioni medie di CO2.



Per una volta un'azienda italiana si attesta prima in classifica. E di per sé non sarebbe male, ma questo è un primato fatto di espedienti, come ad esempio la tecnologia Start&Stop a veicolo fermo, pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, maggior efficienza degli impianti di raffreddamento dellíabitacolo o nuove applicazioni come ad esempio eco-drive, che permette di registrare i consumi e comportamento alla guida, per poi analizzare i dati su un pc e monitorare i miglioramenti in materia di guida ecologica.

"Queste tecnologie però le stanno applicando anche gli altri concorrenti nel settore automotive, quindi cosa c'è di record raggiunto, dov'è la sensibilità verde? La Fiat ha solo avuto la fortuna di aver sempre scelto negli anni una linea produttiva, purtroppo dettata dalle sole leggi di mercato, basata su auto di peso scarso e piccole dimensioni" ha dichiarato Daniel Monetti di Terra!

"Invece di parlare di espedienti, di tecnologie innovative marginali (come quelle sopra citate), quando accadrà che l'industria automobilistica tutta (compresa la virtuosa Fiat) diventerà matura, seria e capace di guardare al futuro, concentrando i propri sforzi sul motore? Il motore, il motore, il motore! Questo è l'obiettivo delle case produttrici di auto. Il motore a scoppio e' una tecnologia morta, finita, che con questa crisi verra' definitivamente cancellata. Il futuro si chiama elettrico e idrogeno, entrambi alimentati da fonti rinnovabili. Se l'industria automobilistica, Fiat in primis, riuscisse a capire questo concetto fondamentale, abbandonando i giochini degli investimenti sui modelli a GPL o metano (che utilizzano ancora la combustione interna in termini di caratteristiche del motore), sarebbe già a metà dell'opera e soprattutto potrebbe guadagnare benefici economici proiettandosi verso un futuro ecosostenibile ormai imposto sia dalla leggi che dalle stesso mercato" ha concluso Monetti.

 

www.terraonlus.it

 


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