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L'Unione Europea svende il nostro futuro all'industria dell'auto?

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EU puts our future on sale for  the car industry - While in Poznan Climate Change are discussed by the world Ministers, in Brussels the EU Member States agree on weakening the CO2 emission reduction target for cars.

Roma - Mentre a Poznan i ministri discutono del clima mondiale, a Brussels viene affondato il primo grande accordo volto a ridurre le emissioni di CO2 dalle auto. L'accordo raggiunto ieri tra il Parlamento Europeo e gli Stati Membri infatti non è che uno spostamento degli obiettivi di riduzione, rimandati di un altro decennio.

L'accordo prevede che l'obiettivo previsto per il 2012 sia norma di legge solo a partire  dal 2015, ma non solo:  le sanzioni entreranno pienamente in vigore solo dal 2019. Insomma, la legge sar‡ pienamente applicata solo fra dieci anni.

"Oggi la lobby dell'auto ha messo a segno un altro colpo ai danni del pianeta - ha dichiarato Daniel Monetti di Terra! - Un altro decennio di inazione, che pagheremo tutti noi"

"Dieci anni fa, nel novembre 1998, l'industria europea dell'auto si impegnava a ridurre le emissioni medie di CO2 a 140 g/km entro un decennio - spiega Monetti -  In realtà si trattava solo di una colossale operazione di lobby per impedire una legge europea. E difatti oggi la media delle emssioni è ben più alta:158g CO2/km. Con l'accordo di ieri l'industria si riserva un altro decennio di bonus. Altro che efficienza energetica!"

L'accordo prevede un ulteriore riduzione a  95 g/km entro il 2020, ma il linguaggio poco chiaro non rende questo obiettivo vincolante. Insomma, un capolavoro di retorica e diplomazia, ma un magro risultato all'atto pratico, che mette a rischio tutti gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni. L'industria dell'auto Ë infatti il settore che più resiste alla riduzione delle emissioni. Anzi, invece di ridurle, le ha aumentate.

Tra i paesi che più si sono opposti agli obiettivi Europei, l'Italia, la Germania, la Gran Bretagna, la Francia e la Svezia. Insomma, la lobby dell'auto al completo. "Ma i rappresentanti di questi paesi hanno dimenticato di essere stati eletti per proteggere gli interessi e la sicurezza dei cittadini - ha aggiunto Monetti - mentre hanno fatto gli interessi di una ristretta minoranza, di un'industria che già vive di sovvenzioni pubbliche, e che da decenni danneggia la salute dei cittadini. Purtroppo c'è di più. In questo modo i legislatori europei incoraggiano i produttori di auto a non investire sul futuro, che si giocherà tutto sull'efficienza energetica. Insomma, vivere alla giornata, contando sulle sovvenzioni pubbliche. Ma siamo ancora in tempo. L'11 dicembre il Parlamento dovrà votare l'accordo, e Terra! si appella agli eurodeputati affinché rafforzino gli obiettivi e le misure di implementazione".

 

www.terraonlus.it

 


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