The Italian governement reports to the Parliament on car advertising and CO2 emissions labelling - According to Friends of the Earth Italy, the answer is an attempt to hide the responsabilities of the car industry and the Governement itself, allowing to think that (illegal) business as usual is the way through.
Roma - La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati risponde all'interrogazione parlamentare presentata lo scorso luglio dall'Onorevole Zamparutti, a seguito dell'azione congiunta di diverse associazioni ambientaliste che denunciavano come la pubblicità delle auto non fosse conforme all'obbligo europeo di informare adeguatamente su consumi ed emissioni di CO2.
La risposta del Governo all’interrogazione dell’On. Zamparutti è tesa a scaricare le responsabilità del mancato rispetto della direttiva sulla pubblicità delle auto e le informazioni su consumi ed emissioni sull’inadeguatezza del testo della direttiva stessa, che si presterebbe a interpretazioni discordanti, e a sottovalutare i comportamenti illegittimi dell'industria dell'auto da un lato e le carenze degli organi di controllo istituzionale dall'altro.
In breve (scarica la versione integrale), la risposta sottolinea le limitate responsabilità dei Ministeri dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente e dei Trasporti nell'applicazione della direttiva 1999/94/CE (DPR 17 febbraio 2003 nr. 84), ricordando che spetta alla Camere di Commercio l'attività di vigilanza sulla conformità alla legge del materiale promozionale distribuito al pubblico, mentre i suddetti Ministeri si dovrebbero occupare esclusivamente della pubblicazione di una guida annuale relativa a consumi ed emissioni delle auto di nuova produzione. Inoltre, il Governo auspica l'intervento della Commissione Europea per fare chiarezza sulle possibili interpretazioni della direttiva se non addirittura a riscriverla più efficacemente "onde evitare incertezze interpretative, penalizzanti per le aziende, nonché fonte di problemi per gli addetti ai controlli" e comunica che il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe coinvolto i rappresentanti dell'industria dell'auto e le Camere di Commercio in un tavolo di consultazione per giungere a un codice di autodisciplina. Questa consultazione avrebbe portato a risultati tangibili già ora.
Commento degli Amici della Terra
La strategia Europea per la riduzione delle emissioni di gas serra risale al 1995 e include i trasporti, e l'auto in particolare, come uno dei settori chiave da coinvolgere nel processo di riduzione delle emissioni di gas serra nell'atmosfera. Su questi presupposti, nel 1998/99 le rappresentanze dell'industria dell'auto in Europa (ACEA, JAMA e YATA) sottoscrissero con la Commissione Europea un accordo volontario per il raggiungimento di obiettivi di riduzione delle emissioni per le nuove auto (obiettivo: 140 grCO2/km entro il 2008). Contestualmente la Commissione Europea approvò la direttiva 1999/94/CE per regolamentare le informazioni su consumi ed emissioni di CO2 auto nelle pubblicità, con la consapevolezza che una corretta informazione al consumatore sull'efficienza energetica delle auto (consumi ed emissioni di CO2 devono essere di facile lettura e con la stessa evidenza rispetto alle informazioni principali fornite nel materiale promozionale) avrebbe favorito l'innescarsi di una domanda di auto più efficienti, utile al raggiungimento degli obiettivi volontariamente sottoscritti dai produttori.
Secondo un recente studio sulla pubblicità auto [1], il fallimento dell'accordo volontario, che ha portato, nel 2008, la Commissione e il Parlamento Europei a introdurre obiettivi vincolanti di riduzione di emissioni per auto di nuova produzione, è strettamente collegato all'elusione dei vincoli legislativi sull'informativa al consumatore da parte del marketing pubblicitario dell'industria dell'auto, nonché alla mancanza di un efficiente apparato di controllo da parte delle Istituzioni. Tale posizione trova riscontro anche nell'importante decisione da parte della Commissione Europea di messa in mora dell'Italia per inadempienza all'attuazione della direttiva 1999/94/CE [2] (che è cosa diversa da una semplice lettera inviata alla rappresentanza Italiana a Bruxelles, come riportato nella relazione).
"E' necessario che il governo ponga maggiore attenzione alla sostanziale applicazione delle direttive europee che hanno una forte rilevanza per la riduzione delle emissioni di CO2.", dice Massimiliano Bienati responsabile della campagna Europea sull'efficienza energetica delle auto per gli Amici della Terra Italia, che aggiunge "Il problema non è affatto risolto, come si potrebbe credere, con l’approvazione del Regolamento europeo. Anzi, è proprio adesso, nel momento in cui gli incentivi alla rottamazione stimolano le vendite, che la pubblicità dovrebbe veicolare informazioni corrette, complete e veritiere, utili ai consumatori per fare acquisti responsabili. Più che la corretta interpretazione della Direttiva da parte della Commissione Europea, occorrerebbe verificare se le Camere di Commercio sono organismi adatti ad esercitare i controlli su questi aspetti o, almeno, impegnarle in una più attenta vigilanza”.
Infine, in riferimento al tavolo di confronto per la stesura del codice di autodisciplina, citato dal Governo, gli Amici della Terra ritengono che, per essere efficace, esso dovrebbe includere anche le associazioni dei consumatori e le associazioni ambientaliste.
[1] Pubblicità Regresso, Marketing Auto e Impatto sul Clima, Amici della Terra, 2008 (vai)
[2] Vedi il Comunicato Stampa degli Amici della Terra del 2 luglio 2009 (vai)



